fototessere

  • Feb. 6th, 2010 at 3:59 PM
juno
#1


#2


(questa, pur non facendolo apposta, assomiglia a una Piperita Patty ventenne)

libri

  • Jan. 25th, 2010 at 11:29 AM
juno


qui



l'albero di Anne, orecchio acerbo edizioni



qui



Nel paese dei mostri selvaggi, scritto e illustrato da maurice sendak (meraviglioso!!).
pubblicato per la prima volta nel 1963.



qui babalibri edizioni



oggetti smarriti di shaun tan, elliot edizioni



qui e qui

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Il volontario. Marco Patricelli ed laterza

  • Jan. 24th, 2010 at 3:36 PM
juno
il libro


«Via, via di qua! Ci sono i tedeschi! È una retata!». Un’esortazione rapida, più volte ripetuta da persone agitate e dal passo affrettato che si disperdono in rivoli tra le vie acciottolate di Varsavia, ma che sembra non suscitare nessuna emozione e nessuna reazione nell’uomo che cammina sul marciapiede di Żoliborz, un sobborgo a nord della capitale polacca. Con il cappello calato in testa, il passo deciso, sembra ostentare la sicurezza e l’indifferenza di chi non teme di cadere in trappola. L’uomo lavora per la ditta di cosmetici ‘Raczyński i Ska’, impiego che gli consente una certa libertà di movimento in città e nei dintorni. Ha appena il tempo di scorgere con un giro d’orizzonte dello sguardo alcuni camion militari con la croce nera sulla fiancata fermi e numerosi civili faccia al muro, quando alcuni soldati gli intimano l’alt con grida gutturali. I fucili spianati non ammettono discussioni. L’uomo alza le braccia e viene accodato a forza tra le persone già immobili con le mani dietro la nuca. L’arresto avviene all’altezza del civico 40 di viale Wojska Polskiego. È una retata in piena regola, condotta da Wehrmacht e SS, cui fa da scenario l’alba inquietante del 19 settembre 1940. Il pugno di ferro nazista è ruvidissimo, peggio di quello del padrone sullo schiavo. Nel dopoguerra il governatore Hans Frank, che sarà processato e impiccato per i suoi crimini, scriverà che se avesse dovuto far affiggere manifesti per ogni esecuzione pubblica, come accadeva a Praga, per rifornirlo di carta non sarebbero state sufficienti tutte le foreste polacche. Era il regno del terrore, con arresti ed esecuzioni sommarie per strada, prese di ostaggi e retate come questa del 19 settembre. Un migliaio di fermati viene fatto salire a forza sui camion militari in sosta a piazza Wilson e condotto al maneggio del 1° reggimento lancieri. La minaccia dei mitra e gli ordini urlati dei soldati tedeschi scandiscono il tempo. Si tratta della terza retata in grande stile, un autentico rastrellamento di Varsavia a caccia di elementi ritenuti pericolosi.

Gli uomini vengono identificati uno a uno. Quello che si è gettato in pasto alle SS porta in tasca un documento intestato a Tomasz Serafiński, ufficiale della riserva nato a Bochnia nel 1902 e residente a Varsavia al numero civico 47 di quella che i tedeschi hanno ribattezzato Kasimir-Strasse. Tutti i dati sono esatti, tranne la fotografia. Perché quell’uomo è in realtà Witold Pilecki. Non assomiglierebbe a Serafiński neppure se si facesse crescere i baffi come lui. La missione che intendeva compiere gli precludeva l’uso del proprio nome, recidendo di netto ogni richiamo alle sue origini e ai suoi legami familiari, alla moglie con la quale da aprile era in contatto stretto e ai figli, che negli ultimi tempi aveva incontrato con tutte le accortezze del caso ma in maniera abbastanza regolare. Aveva bisogno di una nuova identità ma con documenti che non potessero insospettire i tedeschi. Un colpo di fortuna aveva agevolato il suo piano. Nell’appartamento dove viveva era stata rinvenuta una carta d’identità del tenente della riserva Tomasz Serafiński, ufficiale originario di Nowy Wiśnicz che un anno prima aveva partecipato ai combattimenti per la difesa di Varsavia ed era riuscito a scampare alla prigionia nascondendosi fino al dicembre del 1939 proprio in quel seminterrato, successivamente residenza di Pilecki. Quando andò via, in una stanza fu inavvertitamente lasciata la Kennenkarte alla quale Witold aveva sostituito la fotografia, assumendo così un nuovo nome. L’arresto, in caso di controlli, sarebbe scattato automaticamente anche se avesse continuato a tenere con sé un documento autentico, perché già nel dicembre del 1939 le autorità del Reich avevano intimato a tutti gli ufficiali polacchi, sia in organico sia della riserva, di consegnarsi per essere avviati ai campi per prigionieri di guerra. In molti non l’avevano fatto perché la Polonia era stata battuta ma non si era arresa. Gli ufficiali che il 14 dicembre non avevano raggiunto le località stabilite per il concentramento erano passibili di pena capitale. Erano stati la maggioranza, perché nelle mani dei tedeschi erano finiti sì e no quattrocento militari sui circa ventimila stimati. Pilecki, che già apparteneva all’Esercito segreto Tap, si era offerto di tessere una rete di resistenza all’interno del campo di concentramento di Auschwitz attivo dal 14 giugno, organizzare l’aiuto ai prigionieri e da lì far filtrare rapporti verso l’esterno e quindi per gli Alleati. Si dicevano cose orribili su quel campo di concentramento, ma erano appunto voci. Il piano, ritenuto troppo rischioso dai vertici della resistenza, era stato perorato da Witold fino a che ne erano stati sviscerati tutti gli aspetti ed era stato quindi accettato. Per entrare ad Auschwitz era necessario consegnarsi ai tedeschi, senza che questi sospettassero nulla, e soprattutto senza che potessero identificare esattamente il ‘volontario all’inferno’. Il 19 settembre il piano era scattato con la retata a Żoliborz in cui era incappato l’anonimo rappresentante di cosmetici che si era gettato consapevolmente nelle fauci del nemico per combatterlo dall’interno.

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golden globe 2010

  • Jan. 18th, 2010 at 8:36 PM
juno

Up non l'ho ancora visto, shame on me, però Coraline merita di più.

http://www.goldenglobes.org/

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gli italiani

  • Dec. 23rd, 2009 at 8:40 PM
california
che popolo bizzarro!!

hanno appena fatto vedere una tipa che si lamentava del disservizio trenitalia, dei ritardi ecc.
la tipa in questione partiva da bergamo, cambio treno a milano e di nuovo un treno per...

PALERMO!!!!

non capisco che problema hanno gli italiani con l'aereo.
per milano-palermo si trovano biglietti a 40 euro
mah!

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vendonsi

  • Dec. 18th, 2009 at 2:52 PM
juno
continua )



per info: pattypiperita chiocciolona gmail puntino com


letture

  • Dec. 17th, 2009 at 11:41 AM
juno
Parliamo pure della buona salute mentale di Van Gogh il quale, in tutta la sua vita, si è fatto cuocere solo una mano e non ha fatto altro, per il resto, che mozzarsi una volta l'orecchio sinistro, in un mondo in cui si mangia ogni giorno vagina cotta in salsa verde o sesso di neonato flagellato e aizzato alla rabbia, colto così com'è all'uscita dal sesso materno. E questa non è un'immagine, ma un fatto abbondantemente e quotidianamente ripetuto e coltivato sulla terra intera. Ed è così, per quanto delirante possa sembrare tale affermazione, che la vita presente si mantiene nella sua vecchia atmosfera di stupro, anarchia, disordine, delirio, sregolatezza, pazzia cronica, inerzia borghese, anomalia psichica (perché non l'uomo, ma il mondo è diventato un anormale), di voluta disonestà ed esimia tartuferia, di lurido disprezzo per tutto ciò che mostra di avere razza, di rivendicazione di un ordine fondato interamente sul compiersi di una primitiva ingiustizia, di crimine organizzato, insomma.




questo


non è mai troppo tardi per conoscere il genio di antonin artaud.

presto su questi lidi

  • Dec. 16th, 2009 at 11:44 AM
juno


ancora un po' di pazienza...

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Dec. 15th, 2009

  • 2:51 PM
juno
Non so perché, ma la sto prendendo sul personale.
sento la mia dignità calpestata nell'apprendere questa novità editoriale

mi sento come se mi avessero sputato in faccia.
mi sento presa in giro.
mi sento demoralizzata.

che senso ha far parte di una società che non mi rispetta?

....

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a proposito di tutte queste signore

  • Dec. 8th, 2009 at 8:23 PM
juno
do you remember il post libresco su emma dante?

avrete letto le polemiche sulla regia della Carmen...

ecco zeffirelli preso da un'incontrollabile eccitazione:
«Io credo nel diavolo e ieri sera alla Scala ho visto in scena proprio il diavolo. Quello spettacolo è il frutto di una scelta sbagliata, pericolosa soprattutto per i giovani. Immaginiamo un ragazzino che non è mai stato all'opera e va alla Scala, meraviglioso scrigno di bellezza, per vedere quella Carmen. Zeffirelli boccia senza appello Emma Dante: «È una donna irresponsabile, frutto di una cultura sbagliata, autrice di costumi brutti che non si vedono neppure in un teatro di provincia e coadiuvata da uno scenografo indegno (Richard Peduzzi, ndr). È uno scandalo che la Scala abbia fatto una simile porcata, con la presunzione di volere insegnare ai giovani cos'è l'opera». «Questa signora ha trasformato Carmen in un demonio, dimostrando di non conoscere la letteratura ottocentesca, che è piena di donne che si ribellano allo strapotere maschile, senza per questo essere dei diavoli. E Carmen è una di loro. Baremboim, straordinario pianista e grandioso direttore, è un giocherellone e stavolta si è reso complice di un crimine. Con Kleiber e Karajan una cosa simile non sarebbe mai successa».

(via Repubblica)

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Nov. 29th, 2009

  • 10:31 AM
juno
Una bimba di 4 anni mi vede "giocare" con due bimbe di 9 anni e mi chiede:
Ma tu sei una bambina?

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